Dopo l’ennesima tragedia avvenuta a Firenze lo scorso venerdì, la Cisl avvia una mobilitazione nazionale per la sicurezza sul lavoro, contro le morti e gli infortuni nei luoghi di lavoro.
“Fermiamo la scia di sangue” con assemblee nelle fabbriche, nei cantieri, negli uffici e nei luoghi della produzione, e iniziative sui territori, da Nord a Sud.
Vittime nei luoghi di lavoro
Con questo episodio cresce il bilancio delle vittime, che nell’ultimo anno arriva ad oltre mille, e ancora una volta la questione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro emerge con violenza e chiede che sia affrontata con impegno e determinazione da tutti .
“La tragedia di Firenze è l’ennesimo evento di una strage che deve finire e che sfregia i più elementari diritti costituzionali. – sottolinea Luigi Sbarra, Segretario Generale Cisl – Bisogna fermare la scia di sangue e bisogna farlo ora, ponendo in cima alle priorità la salvaguardia della vita e della salute persone che lavorano.”
Per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro
Occorre riallacciare il dialogo con il Governo e la rappresentanza delle imprese per dare al Paese una strategia nazionale in grado di salvaguardare la vita e la salute delle persone che lavorano.
“Significa più controlli, più ispezioni e più ispettori sul territorio, più risorse e interventi concreti,– continua Sbarra – banche dati incrociate, rating sociale per le imprese, con una patente a punti che premi le realtà virtuose. E poi un grande investimento sulla prevenzione, formazione e una stretta su sanzioni e repressione. Senza sicurezza non c’è dignità del lavoro né possibilità di ripresa”.
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