I DIPENDENTI DELLE NAIADI “SALVATE I POSTI DI LAVORO”

Pescara Da un lato sindacati e lavoratori che chiedono una prospettiva per dipendenti e collaboratori delle Naiadi e un futuro per l’impianto sportivo. Dall’altro la Regione, che dopo aver atteso inutilmente i 7 giorni di tempo concessi nella diffida fatta partire una settimana fa dalla dirigenza dell’assessorato allo Sport – con cui si chiedeva l’immediata riapertura del Palapallanuoto – ha convocato una nuova riunione per lunedì prossimo. All’incontro sono state invitate tutte le parti in causa: gestore, soci dell’Ati, sindacati e rappresentanti dei lavoratori. L’impressione è che quello può essere il momento della verità.
«In questi giorni, stiamo assistendo a un vero e proprio balletto delle responsabilità sulla riapertura del centro sportivo Le Naiadi di Pescara», scrivono in una nota congiunta Cgil Slc e Fiscat Cisl. «Nel dibattito pubblico di queste ore sembra infatti smarrito il ruolo sociale ed economico che l’impianto riveste, per non parlare del problema legato all’occupazione. Al contrario, l’impressione è quella di rivivere, a intervalli regolari, il triste epilogo di un film già visto. Senza ripercorrere le note vicende, è nostro obbligo ricordare gli impegni assunti dalla Regione Abruzzo nei confronti di tutte le parti. Dopo due anni dall’assegnazione della gestione provvisoria», quella attuale, «nulla è cambiato. A oggi siamo ancora in attesa di capire se, per il complesso sportivo, esista un progetto di rilancio in grado di dare prospettive all’impianto e ai tanti lavoratori impegnati».Quindi vanno avanti: «La Regione, proprietaria dell’impianto, rimane il principale attore a cui affidare la responsabilità per il ruolo sociale che riveste la struttura».

Poi un passaggio sulla gestione: «Bisogna denunciare le eventuali inadempienze dei soci dell’Ati, ma in questo momento va evitato un contenzioso tra gestione e Regione che rischierebbe di pregiudicare ulteriormente il tutto, sotto il piano occupazionale, sociale ed economico».
A parlare per l’Ente è l’assessore allo Sport Guido Liris, che preferisce non sbottonarsi ma assicura: «Ho ben chiara la situazione Naiadi. Lunedì mi sederò al tavolo con una proposta concreta e reale da esporre a tutti i soggetti interessati». Liris non svela quello che metterà sul piatto nell’incontro del 22 febbraio, ma è chiaro che a questo punto occorre una svolta decisa se si vuole uscire fuori dell’impasse.
La struttura è chiusa dal 25 ottobre, in ottemperanza ai vari dpcm. Si è provato a far riaprire il Palapallanuoto per gli agonisti, ma i dissidi tra soci e associazioni hanno prodotto una fumata nera. I 12 dipendenti sono in cassa integrazione e temono un nuovo licenziamento collettivo. I 37 collaboratori sportivi fino a dicembre hanno fatto affidamento sul bonus (chi è riuscito ad averlo).

Da inizio anno sono senza niente, visto che le misure contenute nel decreto ristori 5, inerenti i mesi di gennaio, febbraio e marzo, non sono state approvate dal governo Conte bis e ora dovranno essere valutate dall’esecutivo Draghi.

L’utenza ha in mano abbonamenti o voucher che non sa se e quando potrà utilizzare.

L’Ati, dopo il no di alcune associazioni, ha fatto sapere che senza un contributo della Regione non ha da sola le forze per riaprire, valutando anche l’ipotesi di restituire in anticipo le chiavi dell’impianto. L’attuale affidamento è in scadenza a luglio. Nei giorni scorsi, dalla Regione hanno assicurato che per il futuro delle Naiadi ci sono due strade: o il bando pubblico o un project financing rivisto, del valore di 4 milioni di euro. E allora, se c’è l’asso è arrivato il momento di scoprirlo, altrimenti il rischio è quello di un fold, o per meglio dire un flop, da evitare a tutti i costi.

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